Tecniche di animazione: suscitare la partecipazione e la condivisione

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Raggio
Consiste nel partire da una persona ben precisa del gruppo che è disposto in cerchio invitandola ad esporre il suo parere, riflessione, riguardo a un tema preciso; si prosegue poi in senso orario od antiorario. Tutte le persone vengono obbligate a parlare. E’ una tecnica da usare in gruppi che sono ben integrati, in cui non ci sono problemi a parlare, o se ci sono non creano tensioni nel gruppo.

Cuscinetto a sfere
Il gruppo è disposto in due cerchi concentrici in modo che ogni persona del cerchio interno possa guardare in faccia una del cerchio esterno. Lo scambio tra i due viene guidato da un animatore che suggerisce una domanda a tutto il gruppo. Dopo un certo tempo di scambio quelli del cerchio esterno girano di una sedia in senso orario in modo che si formino altre coppie di scambio a cui l’animatore propone un’altra domanda. E’ una tecnica adatta soprattutto per temi di cui si può far fatica a parlare tutti insieme.

Brainstorming
Lo scopo di questa tecnica è di raccogliere idee su un certo tema, sia in fase di presentazione, sia in una fase successiva di riflessione. Si cerca di visualizzare su un cartellone appeso ad una parete le idee principali che sorgono riguardo all’argomento in questione.

Tirarsi la palla
In questo caso la partecipazione dei componenti di un gruppo a dire la loro sull’argomento che si sta trattando è suscitata da una palla che i componenti del gruppo si tirano. Chi riceve la palla deve esprimere il suo pensiero e dopo passarla ad un altro membro che ripeterà la medesima operazione. Questo fino ad esaurimento dei componenti.

Scrivere lettere
Ogni componente del gruppo è invitato a scrivere una lettere indirizzandola ad un amico su una certa tematica esprimendo il suo pensiero, le motivazioni, le sue esperienze a riguardo… È possibile fare una condivisione successiva delle lettere sia leggendole in cerchio, sia scambiandosele dopo averle raccolte tutte e mischiate.

Processo
Si vuole sollecitare i giovani a riflettere su un certo tema mettendo in luce le varie idee che sono sorte al riguardo in un momento precedente (ad esempio una conferenza, video…). Si comincia a dividere il gruppo in due parti: una che sosterrà la difesa, l’altra l’accusa. Si pone anche qualcuno come giudice, verbalista. L’accusa comincerà ad esporre le prove che ha contro una certa prospettiva di analisi del tema. La difesa cercherà di controbattere demolendo le tesi o esponendo il reale punto di vista. Alla fine il giudice che fino a quel momento ha finto da mediatore può emettere un verdetto.

Tovaglia rotante
Si divide il gruppo in sottogruppi di otto persone. Si pone sul tavolo un grande foglio di carta bianca su cui ognuno è invitato a scrivere una domanda sull’argomento che viene trattato. Poi si gira il foglio di carta
e ogni componente deve cercare di rispondere alla domanda posta dal proprio compagno. Se si vuole si può girare ancora e il sucessivo dovrà completare o dare un’altra risposta. Si può utilizzare questo metodo anche invitando a scrivere una lettera ad un amico su un certo tema, dopo un po’ di tempo si gira il foglio e il vicino deve cercare di continuare la lettera. Alla fine si può leggere ciò che è venuto fuori.

Biglietti mischiati
Questa tecnica può essere impostata in vari modi.
Un primo modo può essere quello di invitare a scrivere personalmente, su un biglietto un dubbio, una riflessione… riguardo a un certo tema proposto dall’animatore. Dopodiché si raccolgono tutti i biglietti e si mettono in un contenitore (per esempio un cestino) e si ridistribuiscono casualmente. Ognuno è poi invitato a leggere il contenuto del biglietto (anonimo), oppure a rispondere alla domanda in esso contenuto.
Un secondo modo può essere il seguente: l’animatore prende alcune cartoline o foglietti bianchi e ne consegna uno a ciascun componente del gruppo invitandolo a scrivere una domanda su una tematica presentata o da presentare. Poi li raccoglie tutti, li mischia come un mazzo di carte e le pone su un tavolino al centro del cerchio. Divide il gruppo in piccoli sottogruppi di 5-8 persone e li invita a tirare un dado. Ogni gruppetto a turno tira il dado, conta il numero delle cartoline corrispondenti, gira l’ultima e risponde alla domanda contenuta. Una variante può essere: l’animatore scrive le domande che interessano a lui su una certa tematica invece di farle scrivere ai ragazzi, si evita così il pericolo di domande simili o uguali.

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